Dito a scatto

Dito a scatto, sintomi e cure

 

Il dito a scatto, conosciuto anche come “tenosinovite stenosante”, è una patologia piuttosto frequente. Il primo segno è una certa difficoltà a piegare un dito o a fare il pugno; nelle fasi più avanzate, può succedere che per piegare o estendere il dito ci sia bisogno dell’aiuto dell’altra mano. Quando il dito si muove, può capitare di sentire uno schiocco, come se si sbloccasse improvvisamente. Tendenzialmente i sintomi sono maggiormente presenti al mattino. Molto spesso non esiste una causa nota per questa condizione patologica.

Basta l’esame clinico per fare diagnosi di dito a scatto, mentre le radiografie o altre indagini strumentali non sono necessarie.


Possibili cause
- Attività lavorative ripetitive
- Giardinaggio, soprattutto la potatura
- Diabete
- Ipercolesterolemia
- Donne di mezza età
- Artrite infiammatoria, quale l’artrite reumatoide
- Lesioni parziali dei tendini

Come insorge il problema?
A livello di ciascuna articolazione delle dita esiste una piccola puleggia attraverso la quale il tendine scorre. Le pulegge formano un tunnel (guaina dei flessori) ricoperto da una membrana sinoviale, all’interno del quale scorre il tendine.

Il dito a scatto si verifica quando la sinovia di un tendine è cronicamente infiammata ed ispessita. In questo caso il tendine incontra un ostacolo nel momento in cui inizia ad entrare nel tunnel. Il tendine si arrotola su se stesso e forma un nodulo, palpabile nel palmo della mano.

Questo circolo vizioso si autoalimenta, poiché quanto più il tendine trova un ostacolo, tanto più si infiamma.

 Trattamento e cure

  1. Riposo
  2. Guanti antivibrazione
  3. Compresse o gel anti-infiammatori
  4. Infiltrazione con cortisonici: al massimo 2, in quanto le infiltrazioni possono danneggiare il tendine
  5. Intervento chirurgico: può essere indicato in caso di fallimento del trattamento conservativo o quando il dito è in blocco. Consiste in una piccola incisione sul palmo della mano in corrispondenza della puleggia A1, che viene incisa per liberare il tendine. Dopo l’intervento, bisogna mobilizzare subito il dito. La ripresa delle usuali attività avviene nell’arco di alcune settimane. I risultati a lungo termine di questa procedura sono molto buoni, ed è molto raro il verificarsi di una recidiva. La recidiva avviene più frequentemente in concomitanza di patologie generalizzate, quali il diabete e l’artrite reumatoide.